Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 09/02/2003 Data: domenica 9 febbraio 2003 7.23 Buon mattino a tutti... e buona domenica... :o) A più tardi... Giuseppe -------------------------------------------------------------------------------- «SE C'E' UN pubblico nuovo per la.» «SE C'E' UN pubblico nuovo per la canzone d'autore si faccia avanti, ascolti i suoni e le emozioni del Premio Città di Recanati». Con questo invito quasi provocatorio 14 anni fa è nato il Premio Città di Recanati, oggi considerato una delle più significative manifestazioni di musica popolare. Sul palco recanatese hanno sfilato giovani talenti assieme a cantautori noti come Fabrizio de Andrè, Baglioni, Battiato, Dalla, Vanoni, Sinead O' Connor, Vecchioni. Fonte: "Il Resto del Carlino" di Ancona ......................... Mc Cartney suona al Colosseo Veltroni: «Non mi risulta» di Andrea Spinelli ROMA - C'è il Colosseo nelle mire di Sir Paul. Nonostante la precipitosa smentita del sindaco Veltroni conferisca all'evento una punta di giallo, sembra ormai fatta per McCartney ai Fori Imperiali il 10 maggio. L'ex beatle sarebbe infatti protagonista di un grande concerto per il pubblico italiano, sponsorizato da Telecom, che lo riporterebbe nella città eterna quattordici anni dopo l'ultimo show al Palaeur. Paul spera ancora nel Colosseo, ma sembra impossibile che la sovrintendenza possa dare l'ok. Anche per la pretesa gratuità dell'esibizione, che lascia immaginare un'affluenza formato Pink Floyd a Venezia. Così è più verosimile una collocazione del palco in cima all'antica Via dell'Impero, con sguardo rivolto a Piazza Venezia e a una marea umana stimabile tra le 200 e le 250 mila persone. Pure Claudio Baglioni e Lucio Dalla in passato suonarono lì, anche se il Colosseo lo scorso maggio ha ospitato il concerto per la pace "Time for life" con Ray Charles, Noa, Khaled, Gil Dor, Fiorella Mannoia e Nicola Piovani. Grandissimo fan di Paul, Veltroni frena perchè lunedì ci sarà un incontro a Roma per definire i termini della questione e solo in quella sede emergerà la posizione definitiva dell' amministrazione comunale. Nonostante l'inaugurazione del nuovo auditorium, infatti, il problema degli spazi nella capitale rimane grave, acutizzato negli ultimi tempi dalle difficoltà della società che s'era aggiudicata il restauro del Palaeur con probabile procrastinazione della riapertura e conseguente spostamento di tutti i concerti (Santana in primis) già fissati per l'autunno. Per l'autore di "Yesterday" la tappa capitolina andrebbe ad inserirsi nell'ambito di un lungo tour euro-asiatico in cornici altrettanto storiche, se è vero che per lo show moscovita si parla della Piazza Rossa e per quello a Pechino di Piazza Tienanmen. Nell'attesa dell'evento romano, già scatenati i "Beatlesiani d'Italia": «Siamo già tempestati di richieste per sapere particolari sul concerto - spiega Rolando Giambelli, presidente del fan club italiano ufficiale dei Fab Four - , anche se dell'arrivo di McCartney a Roma in maggio si parlava da tempo. Organizzeremo pullman», spiega Giambelli che rimanda per i dettagli al sito www.beatlesiani numerica.it. McCartney (nella foto sopra) è reduce da un clamoroso giro di concerti americano, che coi suoi 103.3 milioni di dollari incassati l'ha messo in cima alla graduatoria dei tour dell'anno, consentendogli di sopravanzare i Rolling Stones, arrivati a "soli" 87,9 milioni, e alla bionica Cher, terza con 73,6 milioni. Siccome piove sempre sul bagnato, Paul lo scorso novembre ha tratto dal suo "Driving U.S. Tour 2002" pure un doppio cd (e un dvd girato a St. Louis) dal titolo "Back in the U.S.", in uscita sul mercato italiano il 17 marzo, che gli ha permesso di ritoccare ulteriormente i bilanci. Frattanto l'ex baronetto, che oggi vive a Brighton coi figli e la seconda moglie Heather Mills, ha scelto pure uno stemma adeguato a quel titolo di "sir" conferitogli da Sua Maestà; un uccello mitologico che stringe tra gli artigli una chitarra col motto "ecce cor meum", ecco il mio cuore. Per lui, infatti, anche nelle serissime questioni d'araldica una punta d'ironia non guasta mai. Fonte: "Il Giorno" ......................... La felice di Paolo Amati La felice intuizione di Piero Cesanelli è stata ospitare tutti i «talenti» nascosti della buona canzone e dare visibilità alla poesia unendola alla musica popolare. E così quattordici anni fa è nato il «Premio Città di Recanati, nuove tendenze della musica popolare e d'autore», dopo una gioventù trascorsa con i ritmi e le sensibilità del suo paese (Recanati), dopo il racconto musicale e poetico della vita di provincia con i suoi consueti moti di insofferenza nei confronti del mondo circostante («... ci dà noia proprio tutto, ci fa male anche l'odore della gente soddisfatta ... Siamo fermi da vent'anni per accordi sottoscritti dal paese e i nostri cuori per non essere sconfitti .... », brano tratto da «I reduci», dell' album «Fuori Stagione», edito dalla Bentler). «Il Premio Recanati - ha detto Piero Cesanelli - può essere considerata una piccola università della musica popolare d'autore, quella che cattura l'emozione e colpisce il sentimento. Bisogna spezzare l'equivalenza del termine "popolare" con quello di "scadente"». L'idea del Premio Città di Recanati riceve subito consensi superiori a qualsiasi aspettativa. Il poeta Giorgio Caproni e il cantautore Fabrizio de Andrè sono le prime due firme del comitato artistico di garanzia. Al «Cinema Nuovo», l'unico funzionante a Recanati, in quella lontana prima edizione si ritrova tutto il ghota giornalistico italiano, autorevoli intellettuali, poeti e nobili rappresentanti della canzone di qualità. In tredici anni sono stati ospitati dal Premio Recanati più di 400 artisti: da De Andrè a Battiato, da Baglioni a Dalla, dalla Vanoni a Sinead O' Connor, da Dacia Maraini ad Alda Merini, da Fernanda Pivano a ad Amelia Rosselli. Alla conduzione delle varie edizioni si sono susseguiti tra gli altri Massimiliano Pani e Benedetta Mazzini (i figli di Mina per la «prima» insieme sullo stesso palco), Roberto Vecchioni, Michele Cucuzza, Gaia De Laurenti, Pippo Baudo, Piero Chiambretti. Resta comunque esigenza fondamentale quella del concorso per scoprire i nuovi artisti. Nel corso delle 13 edizioni sono pervenute a Musicultura più di tredicimila canzoni e tutte sono state ascoltate e analizzate. Per citare soltanto alcuni nomi di finalisti o vincitori del Premio basti ricordare gli Avion Travel, Gian Maria Testa, Patrizia Laquidara e Pacifico. Infine è impressionante lo spiegamento di forze radiofoniche e televisive che hanno seguito il Premio: dalle dirette in prima serata di Rai2 a quelle di Radio Uno Rai, di Stream e dagli speciali di Rai3 a quelli di Radio dimensione suono. Tutto questo è stato reso possibile grazie al sostegno di sponsor (Guzzini), del Comune di Recanati, della Regione, della Provincia di Macerata e alla partecipazione della Fondazione Carima, Siae e Imaie. Lunaria Nel 1996 nasce «Lunaria, notturni di musica e poesia» che riprende la collaudata formula del Premio Città di Recanati, ma approfondendone i contenuti. Rispetto al Premio, dove la scena è condivisa da molteplici protagonisti, Lunaria concentra l'attenzione su due ospiti per volta. Un esponente di spicco della «canzone» e uno della «parola», individuati per affinità o contrasto, sono chiamati a condividere per una sera lo stesso palco e a confrontare i rispettivi codici espressivi. A titolo di esempio citiamo alcune serate che hanno proposto le inedite coppie: Fernanda Pivano e Lorenzo Jovanotti, Beppe Severgnini ed Edoardo Bennato, Margherita Hack e Gianna Nannini, Maurizio Nichetti e Fabio Concato. L'artista e l'uomo Sono illuminanti per concludere il ritratto di Piero Cesanelli alcune frasi tratte da un articolo scritto dalla giornalista Susanne Kübler per il quotidiano svizzero Tages Anzeiger: «Piero Cesanelli non ama viaggiare. Quand'era cantautore cantava del fascino delle stazioni come uno che vede partire i treni senza salirci mai. Per lui lasciare Recanati non è possibile, nonostante e proprio per la «noia mortale» di questa piccola città, per le lente scansioni della vita o per le ombre notturne sotto la luna. Avendo deciso, quindi, di non muoversi ha portato tutto il mondo che lo interessava, quello della canzone e della poesia, a Recanati. Del resto, dice lui: "In questo paesaggio così aperto, largo, dove vedi il mare a due passi da casa basta alzare gli occhi e guardare lontano. Il viaggio è in corso"». Le novità Anche quando racconta, ma soprattutto quando crea uno spettacolo, una canzone, uno scherzo, Piero Cesanelli cerca sempre di evitare percorsi troppo lineari. Acquisito un traguardo non si gode il risultato ma rimette tutto in discussione ed è per questo che le sue creature dal Premio a Lunaria, da una filastrocca ad una canzone, sprizzano vitalità e suscitano stupore. Ora è impegnato in due nuovi progetti. Il primo è la stesura di una sceneggiatura per un lavoro teatrale in cui si rivivono con affetto ed ironia gli anni d'oro della radio. Il secondo è un piacevole incontro con il fado (la canzone popolare portoghese). Ha scritto alcuni brani ed ha curato i testi in italiano per il nuovo disco del suo caro amico Marco Poeta. «Ho il privilegio - ci dice - di svolgere le mie attività in qualsiasi momento e in qualsiasi posto: la notte o la mattina, in cucina o in giardino, ma sempre in mezzo ai miei cani» Fonte: "Il Resto del Carlino" di Ascoli